“Da quando tu prendi
tu prendi il solleone
sei rossa spellata
sei come un peperone!”
(Il peperone, Edoardo Vianello)
A volte quando qualcuno che mi conosce scopre che ho un blog, mi giunge il lapidario commento: “
Ma non scrivi mai nulla sulla tua vita privata!”
Come se ci fosse qualcosa da scrivere: solitamente i membri del branco-umanità con cui comunico, data la mia naturale ritrosia e una certa aura di malignità di cui non sempre volontariamente mi circondo, mi giudicano male. Pensano tutti che io sia la donna del mistero. Si fanno l'idea (Dio solo sa su quali basi) che la mia vita nasconda, sotto una sembianza di assoluta normalità, un intenso accumularsi di esperienze ai limiti dell'immaginabile, un susseguirsi turbinoso di emozioni e soprattutto un'agenda densa di impegni segreti. Una specie di identità segreta, stile Clark Kent.
Mi duole deludere il resto dell'umanità: nulla di tutto ciò è vero. La mia vita, più che somigliare a quella di Clark Kent somiglia a quella di
Andy Capp. Solo che io non gioco a calcio.
Qualcuno è interessato ai mirabolanti aggiornamenti riguardanti la mia vita di tutti i giorni?
Udite udite: sono in vacanza! Ciò non implica che io sia al mare, in montagna, o, come tanto in voga quest'anno, alle terme. Significa solo che non sto lavorando. Anche se il mio capo mi ha telefonato stamattina per richiamarmi all'ordine.
Sono stata 2 (due) giorni al mare e mi sono scottata. Questo è un evento: ho la carnagione olivastra e una pelle alquanto resistente, in 26 anni di vita non ero mai diventata non dico rossa, ma neanche appena appena un po' bordeaux.
(Attenzione: la descrizione che segue è caratterizzata da una profusione di particolari raccapriccianti, per cui è sconsigliata ai deboli di stomaco)
Quest'anno invece, nonostante la protezione UVA, UVB, 1X2, e la permanenza pressoché tutto il tempo sotto l'ombrellone, la mia pelle ha deciso di friggersi come una zeppola rimasta troppo tempo nell'olio. Devo ammettere che la sfiga con la sottoscritta agisce raramente, ma quando decide di farlo, s'impegna davvero al massimo per ottimizzare il risultato: non sto parlando di una semplice scottatura, signori, ma di una specie di ustione, accompagnata da eritema, papule, vescicole, spellamento e decomposizioni varie. A vedermi sembro uscita da
“Zombi” di Romero, con i pezzi di pelle che penzolano sul corpo e la pelle viva scoperta.
Non ho grandi conoscenze di medicina, non ho esperienze precedenti di eritema solare e non dormo la notte pensando: ma è normale che il troppo sole provochi gli stessi sintomi della peste bubbonica?
Non posso fare affidamento nell'esperienza e nella saggezza dei miei genitori: mia madre, che come ogni genitrice ha un po' la tendenza ad esagerare i mali del figlio, appena mi vede è sul punto di scoppiare in lacrime, e ogni tanto mi ripete tra i singhiozzi che rimarrò sfigurata per sempre; mio padre, che d'altro canto ha la tendenza a minimizzare, mi fa notare che la colpa è solo mia e che avrei dovuto adottare delle precauzioni, tipo stare sotto l'ombrellone e spalmarmi un solare (mi ignora se gli faccio notare che ho fatto entrambi le cose).
Se non altro, non ho altri sintomi, tipo febbre nausea, cefalea. Sto bene. A parte le piaghe. E il nervosismo dato dall'essere sfigurata e dal non avere il coraggio di uscire perché mi sento
“Elephant man”...