“Dimmi ragazzo solo dove vai,
Perché tanto dolore?
Hai perduto senza dubbio un grande amore
Ma di amori è tutta piena la citta”
(Ragazzo solo, ragazza sola, David Bowie)
Un esercito.
Tutti vestiti uguali, tutti nella stessa posa fotografati senza originalità e senza arte, come nelle foto-tessera delle patenti.
Tutti con i caratteristico piglio indomito dell'apatia, devoti alla nobile causa della banalità.
Tutti, o quasi, veramente mediocri.
Ovviamente sto per scagliare un'altra invettiva ai siti “socializzanti”. Quelli in cui l'avventore si iscrive palesando a tutti il suo insostenibile desiderio di conoscere gente (i.e. scop*72023*), socializzare (i.e. scop*72023*), condividere le proprie idee e i propri interessi (i.e. parlare per un quarto d'ora e poi scop*72023*)*.
Fondamentalmente, l'utente medio si divide in tre macro-categorie, alle quali, eccezion fatta per qualche originalissimo outsider, si riconducono tutti i profili:
- Il
maschio. Il “socializzatore” maschio ha una foto solitamente in abiti succinti, il più delle volte in un micro-costume da bagno, comunque quasi sempre a torso nudo. Mostra fiero i suoi addominali scolpiti e i suoi occhiali di marca e la sua pettinatura è un capolavoro di architettura postmoderna che si erge spavalda sorretta da ettolitri di gel.
La posa è quella che solitamente si vede nei siti/giornali
gayporn: mano sui pettorali, sguardo ammiccante, oppure dito medio tra le labbra e sguardo da triglia.
Nel profilo evidenzia un carattere socievole ma ritroso, dolcissimo ma duro, estroverso ma intimista, razionale ma sognatore.
Tradizione vuole che sia lui a fare il primo passo nel gioco dei ruoli delle relazioni: egli quindi subissa di messaggi e proposte qualsiasi nickname che potrebbe ricondursi a qualcuno di sesso femminile, fingendosi un uomo rude, poetico, irraggiungibile e tenebroso. Salvo poi rivelarsi al primo appuntamento un timido modesto omino di provincia alla sua prima/seconda esperienza con una ragazza.
- La
femmina. Il “socializzatore” femmina è più originale ed attento ai particolari. Si mostra aggressiva e prorompente, si fotografa tenendo il cellulare molto più in alto della testa e, probabilmente per far apparire le labbra più carnose, mette la bocca nella tradizionale posa dello
scimpanzé.
La foto è scattata nove volte su dieci nel bagno di casa propria (sì, se guardate bene quella macchia bianca sullo sfondo è proprio la tazza del WC), perché c'è la giusta luce e la giusta atmosfera e perché ci si può guardare con la coda dell'occhio nello specchio sul lavandino. Per realizzare l'opera sono stati necessari almeno 50 minuti di trucco e parrucco, più un'accurata scelta del vestito.
Il profilo fa emergere una personalità trasgressiva e grintosa, ma con una saggia armonia di romanticismo e
rêverie, e certamente una grande modestia. Queste donne non dipendono dagli uomini, sono emancipate ed attive e hanno una marea di interessi ed hobbies. Hanno probabilmente all'attivo numerosi mesi di astinenza sessuale, ma piuttosto che lasciar trapelare questo dato si staccherebbero un braccio a morsi. Il giorno del
rendez-vous faranno di tutto per dimostrarsi intelligenti, forti, aggressive e dinamiche, tanto che atterriranno il loro cavaliere, il quale fuggirà a gambe levate non prima di aver lasciato loro il conto del ristorante da pagare.
- Il
“senza-foto”. Non importa che sia uomo o donna: è più che altro un complesso d'inferiorità vivente. Non inserisce la foto, o meglio, inserisce la foto di qualcun altro, perché non si sente all'altezza di competere con le foto degli altri, perché si ritiene troppo brutto per esporre la propria faccia al pubblico ludibrio, o semplicemente perché sa che con quella faccia nessuno lo abborderebbe in chat.
Il suo profilo è copiato da quello di qualcun altro. A volte ci mette un tocco di originalità come una frase divertente oppure una fotografia buffa, come per sopperire al vuoto lasciato dalla sua mancanza di identità (virtuale). Se qualcuno lo mette con le spalle al muro e gli chiede di mostrare il suo volto, si nasconde dietro una umile ammissione di non essere un/una modello/a.
* Tutti e tre c.a.p. di Mesagne