13/03/2008
Dio è morto, Marx è morto e anche l'idealismo è in fase d'agonia
“La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale”
(La domenica delle salme, Fabrizio De André)


Attenzione: questo è un post che parla di politica. Pregasi astenersi qualunquisti, oltranzisti del politically correct e soggetti facilmente impressionabili.

Sono un'idealista, e questo è un problema.
Sono giunta, come molti altri suoi spettatori impotenti, al termine di un'altra giornata di campagna elettorale come sempre connotata da urbanità e buon senso. Fuor di metafora, sono tutti sopravvissuti senza feriti e contusi, e questa è già un'ampia consolazione.
In breve, i fatti salienti di questa campagna elettorale si riassumono così:

- Dopo che Padoa Schioppa mi aveva dato della bambocciona, Berlusconi mi ha invitato a risolvere il problema del precariato sposando suo figlio, o un altro bellimbusto qualsiasi purché dotato di un conto in banca almeno a sei zeri (nessuno ha spiegato però a Berlusconi che per fare ciò ho bisogno di un piccolo investimento iniziale in mastoplastica additiva). Sto aspettando di prendere un posto fisso nella pubblica amministrazione affinché Montezemolo possa darmi del fannullone.
- Il PD accusa il PDL di aver candidato un fascista nelle sue file. Però mi sfugge il perché tutti ce l'abbiano con il povero editore romano, e contemporaneamente tutti tollerino la presenza di un'altra camicetta nera, autore della celebre dichiarazione “Mussolini è stato il più grande statista nel secolo. E se vivesse oggi, garantirebbe la libertà degli italiani*”. Fatto è che l'uno è ampiamente criticato da più fronti, l'altro è considerato tra le punte di diamante della squadra di centrodestra. I casi del destino.
- I due leader dei partiti più in vista si rimpallano, quasi come due scolaretti delle elementari, ripetute accuse di copiarsi a vicenda. Spezzando una lancia a favore del Cavaliere: è stato lui ad introdurre una campagna politica fondata su populismo, ottusa demagogia, promesse roboanti e altisonanti slogan, il tutto fondato su una cieca e tenace invettiva contro l'avversario. Quindi, sì, ha ragione, Veltroni lo sta copiando. L'intera classe politica italiana lo sta copiando. Forse lo sta copiando un po' anche Barak Obama.
- Veltroni, che ultimamente, mi sembra, ostenta la faccia terrorizzata di chi deve salvare le apparenze anche di fronte al plotone di esecuzione, promette meno tasse. Bizzarra affermazione, considerando che proviene da una coalizione che finora le ha aumentate. Bizzarra l'intera impalcatura del programma del PD: ho visto facce più speranzose negli spogliatoi del Bangladesh prima di una partita di calcio contro il Brasile.
- Questa è decisamente la campagna elettorale degli statistici. Le scienze attuariali fanno la parte del leone, soprattutto quando inoculano  il virus dell'opinione nell'esattezza della matematica. E laddove emerge l'opinione, ecco orde di opinionisti scagliarvisi sopra e impossessarsene come nel ratto delle sabine.
Nulla da stupirsi se, sugli stessi dati, c'è chi dice che il PD è in rimonta, c'è chi dice che il PD è in calo, c'è chi dice che il PD non è neanche mai esistito. Anche gli statistici hanno un portafogli.
- La Santanché, donna notoriamente di ampie vedute, nonché di ferrea morale e chiara indulgenza, dichiara: “Calci nel sedere ai clandestini? non vedo perchè stupirsi. Non dovrebbero poter stare qui, andare all'ospedale o far andare i loro figli all'asilo**”.
Il razzismo non è un'opinione.
- Bertinotti, dì qualcosa di sinistra (cit.). Non credo basti scavare le trincee davanti alla RAI per far sì che essa diventi una televisione pluralista, soprattutto se, quando Presidente, Consigliere e Direttore del TG vengono in processione ad omaggiarti, li saluti con l'affetto che normalmente si riserva ai vecchi amici.
- Dulcis in fundo, Mastella. L'illustre conterraneo, travolto dalla bufera giudiziaria degli ultimi mesi, non s'è candidato. E ciò ha tolto un po' di pepe al fronte beneventano di questa guerra elettorale che sembra uscita da una commedia di Ionesco.

Non se ne abbia a male chi non è stato nominato. Ce n'è per tutti, è solo la volontà di controbattere a tanta idiozia che comincia a scarseggiare.

*30 settembre 1992, fonte Wikipedia.
** 11 marzo 2008, fonte Quotidiano.net
Pensato da unfannullone alle 19:15 | link | commenti (2) | categoria: cronaca vera ma inutile

Commenti
#1   14 Marzo 2008 - 21:41
 
Quella di Silvio che offre il suo figliulo come sposo alle giovin donzelle precarie, mi mancava.
Ma la bigamia in Italia non è reato?

Comunque, siamo messi male:
"la domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnavano tra i flauti
il cadavere Utopia"
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Effe10

#2   16 Marzo 2008 - 00:29
 
In realtà caro fannullone, comunque vadano queste elezioni l'unica cosa certa sarà che a perdere sarà l'Italia tutta perchè il sistema non impone un alternativa netta.
Vincerà il cavaliere? Vincerà Veltroni? Entrambi gli schieramenti sono pienamente consapevoli che se la sorte volgerà a loro favore non sarà certo con grandi numeri. L'Italia ha già sperimentato 5 anni di Silvio e non è più in grado di erogargli quella valanga di voti che lo investì nel 2001 dopo l'ecatombe del centrosinistra e i suoi governi malaticci e farfuglioni.
Allo stesso modo anche Veltroni non può sperare di fare la differenza in virtù dell'esperienza Prodi che è stata per certi versi ( troppi ) fallimentare e per altri no ( pochi ).
Con la legge porcellum il senato sarà impantanato e solo se uno dei due partitoni portà contare su una differenza ( in eccesso ) di almeno 10 senatori potrà tentare di governare autonomamente ma la cosa sarebbe tutta da vedere. In caso contrario ( molto probabile ) scatterà il giochetto delle alleanze e il ruolo dei centristi sarà determinante o addirittura ignorato andando direttamente ad un governo inciucio VELTRUSCONI.
Quindi, mi ripeto, comunque andranno queste elezioni a perdere saremo solo noi italiani. Purtroppo, mi dispiace dirlo, il futuro è sempre più alle spalle. Ciao Fannullone.
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