"il cielo è la mia unica fortuna
e l'acqua dei piatti non rispecchia la luna"
Salve.
Mi presento. Sono Zazzà e sono un fannullone.
Dovrei dire "unA fannullonA", ma credo che il femminile dell'aggettivo non renda onore al mio dolce fa niente, il maschile è più adatto.
Perché fannullone?
Perché, con grande rammarico di genitori, fidanzato, amici e parenti tutti, alla veneranda età di 26 anni:
- non ho nessun progetto per il futuro
- non so fare nulla
- non ho alcuna ambizione
- mi diletto ad impiegare la maggiore quantità possibile di tempo a guardarlo scorrere
In altre parole: io sono un fannullone.
Nome, citazioni e alcune idee del blog derivano da una canzone scritta da Paolo Villaggio e musicata da Fabrizio De Andrè nel lontano '64. Potete trovare il testo qui.
E allora capirete che tipo sono.
Ora risolviamo un annoso problema. La "netiquette" vuole che sul Web non sia ben accetto il turpiloquio. Tuttavia, ritengo che le parolacce siano parte integrante del discorso, specialmente quando si sta scrivendo un diario. Dunque, ho inventato un ingegnoso stratagemma per superare quest'ostacolo senza ricadere nella volgarità e senza utilizzare quei fastidiosi asterischi che fanno tanto testo adolescenziale, gergo da consumatore di chatforumblogcommunities, simpatica trovata da tipo che non vuole dire per non urtare la suscettibilità di alcuno.
Dicevo dello stratagemma. Avete presente i Codici di Avviamento Postale (confidenzialmente soprannominati c.a.p.)? Bene, personalmente non ho mai capito a cosa servano. E per farne finalmente un uso degno che li renda utili forse per la prima volta dalla loro nascita, sostituirò ad ogni parolaccia un c.a.p. a caso di un comune italiano.
Esempio: "Porca *21052* (c.a.p. di Busto Arsizio), mi è caduta la cenere sul tappeto!".
Per ora nessun'altra considerazione da aggiungere. Al prossimo post, serando che il mio fannullonismo scriteriato non mi porti ad abbandonare il progetto blog prima.